San Restituto luogo della Memoria

Perché questo sito

Mi piaceva pensare, come icona: sul monte sfolgorante di luce, un gruppo di amici sta vivendo momenti felici. Lo si vede dai loro occhi, dalle labbra piene di pensieri, mentre a valle una ripida strada porta ai luoghi grigi della vita quotidiana.

A un certo punto, una voce grida: Amici, facciamoci delle tende, è bello per noi stare qui.

Così immaginavo il sito: un luogo solitario dove raccogliersi per meditare e ricaricarsi delle motivazioni ultime, un ritiro spirituale insomma.

Poi riflettendo insieme, mi sono accorto, felicemente, che la situazione richiede ben altro: non l’ascesa contemplativa ma il dinamismo di una presenza.

Non solo, scoprii anche il senso autentico della “narrazione” implicita nell’espressione: San Restituto santuario della Memoria.

Ribadisco “narrazione” per evitare di ridurla a concetto, un vizietto a noi caro che ci deriva dalla cultura pagana, da una certa cultura scientifica.

Una specie di dominio sulle cose: concettualizza e hai il mondo in testa e poi nelle mani… Maledetto ‘800!

L’Oriente è più sobrio e l’Evangelo è con lui! Narra, narra…il cuore è il suo interlocutore, per dirla in linguaggio corrente.

Sperimento sulla mia pelle quale differenza esiste tra concetto e proprietà delle cose, quando riconoscendomi vittima delle mie deviazioni mentali tento di spiegare in concetti passato presente e futuro, soggetti primari della Memoria.

Benedetto il sito allora che mi sottrae da queste deficienze; dico deficienze, non errori, riferendomi a quanto detto prima.

C’è, nel sito, una parola che mi fa provare quasi un brivido per il dinamismo e la vastità degli orizzonti della Memoria: PROSEGUI.

Tu dai o ricevi uno spunto, poi col “Procedi” ti apri agli orizzonti infiniti dei ricordi, del vissuto, delle possibilità.

Succede nell’ambito dei tre “alberi” che obbligatoriamente si riferiscono a San Restituto: La chiesa, Vivere, insieme La Memoria, Associazione Amici di San Restituto.

Quale il risultato? Rispondo con un’altra icona: la nascita di un essere vivente. Già definito nelle sue forme primarie ma bisognoso di cure per crescere bene e raggiungere la piena maturità.

Fuori metafora lettori e collaboratori.

Mi sia consentito di chiudere con la gioia nel cuore.

Se i trent’anni di appassionato restauro restassero nel passato, non fecondassero il presente in vista di un futuro felice, sarebbe doveroso chiedersi se questa preziosa eredità potrà chiamarsi ancora santuario della Memoria. don Paolo

  

 

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